giovedì 8 gennaio 2015

Golden Globes 2015: critica preventiva

E' verità universalmente riconosciuta che, dopo qualsiasi premio, io mi lamento tanto, veramente tanto. Forse troppo. C'è da dire che non raggiungerò mai i livelli di qualche anno fa in cui Homeland portava tutto a casa e io mi incazzavo come una bestia.
Visto che i Golden Globes sono alle porte, ho pensato ad una critica preventiva. Mi sfogo ora sui vari ipotetici vincitori per poi contenermi lunedì 12, in modo tale che possa poi riversare la mia attenzione sui vestiti.
Sì, ok, mi incazzerò lo stesso ma i motivi almeno li saprete già.
Quindi partiamo!

MIGLIOR DRAMA: 

  1. The Affair
  2. Game of Thrones
  3. The Good Wife
  4. Downton Abbey 
  5. House of Cards

E' il primo anno in cui seguo tutte e 5 le nominate e devo dire che mi sento pervasa da un certo delirio di onnipotenza. 
Il vincitore può essere SOLO uno: The Good Wife. E' la cosa migliore che possa esserci in tv, le altre, per quanto eccellenti, non possono competere. 

The Affair mi è piaciuto tantissimo ma perde nel confronto, così come Game of Thrones
Downton Abbey è una delle serie che mi stanno più a cuore, ha uno dei migliori ensemble e una fotografia superba ma la storia non è in grado di competere con quella meraviglia della brava moglie. 
House of Cards ha avuto una seconda stagione un po' sottotono rispetto alla prima, bellissima sì, ma non abbastanza. 

E' ora che The Good Wife vinca questo benedetto miglior drama, se lo meritano i King, se lo meritano tutti. E ricordiamo sempre che si smazzano per 22 puntate e rasentano sempre la perfezione. 

MIGLIOR ATTORE DRAMA
  1. Clive Owen - The Knick 
  2. Liev Schreiber - Ray Donovan
  3. Kevin Spacey - House of Cards
  4. James Spader - The Blacklist
  5. Dominic West - The Affar
Probabilmente è la categoria per la quale mi lamenterò di meno perché posso valutare solo 2 attori su 5. 
E tra questi due attori, Kevin Spacey vince a mani basse. House of Cards si fonda sull'immensa bravura dei suoi protagonisti, ed anche quando la storia potrebbe risultare noiosa, si è affascinanti da quei mostri (in tutti i sensi) dei coniugi Underwood. 
Però intanto posso commentare i risultati dei People's Choice Award con un citazione di Frank "Democracy is so overrated". 


MIGLIORE ATTRICE DRAMA
  1. Claire Danes - Homeland
  2. Julianna Margulies - The Good Wife 
  3. Ruth Wilson - The Affair
  4. Robin Wright - House of Cards 
  5. Viola Davis - How to get away with murder   
Ruth Wilson è la mia prima scelta, a patto, però, che The Good Wife vinca come miglior drama. 
Julianna Margulies è un mito, è entrata talmente tanto nel personaggio che ormai lei E' Alicia Florrick. 
Robin Wright la considero una bomba, nella seconda stagione di House of Cards è stata a dir poco divina. 
Ci sono solo 2 modi per non tenermi contenta:
Claire Danes E DIREI ANCHE BASTA. 
Non me ne frega niente che sia brava, BASTA premi a Homeland che ha vinto l'impossibile. 
E Viola Davis. 
Parliamone: Viola mi piace tanto, in The Help è stata memorabile, ma la Shondata la penalizza. Perché un attore possa esprimere tutta la sua bravura deve avere una sceneggiatura valida. HTGAWM è tutto tranne che un prodotto valido. Viola mi spiace, ma hai partecipato ad una serie vaccata. 

FILM PER LA TV O MINISERIE
  1. Fargo
  2. The Missing 
  3. The Normal Heart
  4. Olive Kitteridge
  5. True Detective
Vincerà True Detective, finalmente nella categoria giusta, e andrà benissimo lo stesso, ma io tifo spudoratamente per Olive Kitteridge, un vero gioiello che dovete recuperare. 
The Missing ha chiaramente rubato il posto di The Honourable Woman perché è una coproduzione Starz. 
Fargo deve perdere. Già solo a pensarci mi viene in mente la noia delle 5 puntate che ho visto. 

FILM PER LA TV O MINISERIE - MIGLIOR ATTORE
  1. Martin Freeman - Fargo
  2. Matthew McConaughey - True Detective 
  3. Billy Bob Thornton - Fargo
  4. Mark Ruffalo - The Normal Heart
  5. Woody Harrelson - True Detective 
Non c'è bisogno di dilungarsi. DEVE VINCERE LUI.

FILM PER LA TV O MINISERIE - MIGLIOR ATTRICE 
  1. Maggie Gyllenhaal - The Honourable Woman
  2. Jessica Lange - AHS Freak Show
  3. Frances McDormand - Olive Kitteridge
  4. Frances O'Connor - The Missing
  5. Allison Tolman - Fargo
Prima di tutto rendiamoci conto che in nomination ci sono due poliziotte di Fargo: una che ha vinto l'Oscar con la sua interpretazione del tutto perfetta, l'altra che mi ha fatto salire talmente il nervoso che l'avrei presa a schiaffi a due a due fino a quando non diventano dispari.
Ovviamente tifo Frances, se dovessero vincere le altre 3 mi andrebbe bene ugualmente.
L'importante è che non vinca la Tolman. La Tolman NO.
NO. 


SERIE, FILM PER LA TV O MINISERIE - MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
  1. Matt Bomer - The Normal Heart 
  2. Alan Cumming - The Good Wife
  3. Bill Murray - Olive Kitteridge
  4. Colin Hanks - Fargo
  5. Jon Voight - Ray Donovan
La categoria che non ha senso, quella che comprende la qualunque e anche le comedy.
Eli Gold è il mio supereroe preferito.
Alan Cumming un attore come pochi. 
Bill Murray straordinario, ma il suo ruolo in Olive Kitteridge è veramente risicato e non merita di essere nella cinquina. Se solo avessero preferito Richard Jenkins! 




SERIE, FILM PER LA TV O MINISERIE - MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
  1. Uzo Aduba - Orange is the new black
  2. Allison Janney - Mom
  3. Joanne Froggatt - Downton Abbey
  4. Kathy Bates - AHS Freak Show
  5. Michelle Monaghan - True Detective 
Categoria: fate vincere chi volete tanto non me ne piace nessuna. 

Mancano le comedy e c'è un motivo. La stragrande maggioranza delle nominate non le seguo.
Però spero che Transparent possa vincere tutto quello in cui è nominata perché è una serie come poche ce ne sono in giro e da cui tutte le altre dovrebbero imparare.

Sentitevi liberi di fare il toto-vincitori! 



lunedì 5 gennaio 2015

Dalla Cina con furore (o giù di lì)

Ho finito Marco Polo in 20 comodissimi giorni.
Alla voce "binge watching" non troverete di certo la mia foto.

La politica Netflix di rilasciare tutte le puntate in una sola botta non mi è molto congeniale. Rientro ancora in quella mentalità retrograda che ha bisogno di tempo tra una puntata e l'altra per godersi al meglio la serie ed evitare di non ricordarsi una cippalippa dopo 10 giorni.
Viene spontaneo dire: "ma puoi sempre vederne una a settimana", sì, poi tocca vivere col terrore degli spoiler (perché qualcuno che ha visto tutto e ti spoilera il finale c'è sempre) e col calendario telefilmico che perde di ordine.

Le recensioni ammerigane su Marco Polo sono state spietate: la parola principe è stata NOIA (e anche qui, chi ha recensito ha visto tutta la serie in 10 ore o quasi, direi che la cosa potrebbe incidere parecchio).
Dopo aver letto recensioni così negative e voti così bassi la curiosità è aumentata. Adesso che ho terminato lo posso dire: io non sono d'accordo.
Non è una di quelle serie che possono essere chiamate capolavoro, non rientra tra le imperdibili, ma stroncarla mi pare eccessivo.

Marco Polo conquista principalmente per le ambientazioni e le scenografie. La cura dei dettagli è minuziosa, i paesaggi suggestivi, i palazzi magnifici. Ed è quello che più mi è piaciuto.

La serie permette di immergersi in una cultura lontana e poco raccontata ed è quasi una boccata d'aria in mezzo a serie tutte uguali tra loro.

La storia tutto sommato regge e non ci sono grandi momenti di noia, le battaglie convincono ed il cast è di buon livello. Inizialmente vedere tanti asiatici parlare inglese mi ha disorientato, andando avanti ho capito che altre soluzioni non c'erano. Di certo il dialogo tra il padre, interpretato da un bravissimo (e non avevamo dubbi) Favino e figlio, Lorenzo Richelmy, poteva e doveva tenersi in italiano. Non ha senso che tra di loro parlino inglese.
Lorenzo Richelmy se la cava ma non brilla particolarmente. Ho letto che quando ha fatto il provino l'inglese lo sapeva a stento, onore a lui che in poco tempo è riuscito a sembrare decente (altri non ci riescono nemmeno dopo 10 anni).


Altra critica ricorrente è la presenza di troppi nudi e sesso. Qui la domanda sorge spontanea: siamo sicuri di aver visto la stessa serie? Il nudo non è eccessivo e mai fine a sé stesso. Sarà che dopo The Affair e Game of Thrones mi paiono tutte serie per educandi.

Mi preme ricordare che gli ammerigani hanno lodato ed incensato Outlander, serie di una noia infinita, con storia banale e degna dei peggior harmony e attrice protagonista incapace.
Giusto per dire quanto ormai mi fidi dei recensori d'oltreoceano.

VOTO 7/10
SIGLA 8/10


venerdì 2 gennaio 2015

Il principe azzurro

Questo non vuole essere un post sul tanto decantato ed idealizzato principe azzurro, Dio ce ne scampi e liberi da post del genere. 
No, quando parlo di Principe Azzurro io mi riferisco a lui: 


Ho grandi aspettative su Cinderella, in uscita il 12 marzo 2015. E Richard Madden è uno dei tanti motivi che creano hype. In film come questi il cast è fondamentale, tanto la storia quella è e la conosciamo tutti. 
All'annuncio di Cate Blanchett e Helena Bonham Carter qui si pensava che la prima sarebbe stata la fata madrina e la seconda la matrigna, molto banalmente. Il primo colpo di scena, almeno per me, è nell'inversione dei ruoli. Cate la divina nel ruolo della matrigna, l'interpretazione per cui scalpito di più, Helena la fatina un po' sopra le righe.
E che dire di Sophie McShera che finalmente cambia piano e la smette di essere perennemente downstairs? E si ritrova a ruoli invertiti con la Cenerentola Lily James?
Lily James sta vivendo un periodo d'oro, è ovunque! Oltre ad essersi accaparrata un ruolo così importante, nel 2015 sarà in Pride and Prejudice and Zombies, insieme al fidanzato Matt Smith, e nell'adattamento BBC di "Guerra e Pace" che vede alla sceneggiatura quel gran uomo di Andrew Davies. 


Il trailer, rilasciato qualche mese fa, ha il giusto tocco di epicità, sì, anche con quel vestito di Genoveffa giallo evidenziatore. E' un film dai colori vividi e che potrebbero risultare pacchiani, ma ehi, questo lo potrò dire solo quando lo avrò visto tutto. 

Ma parliamo di colui che dà il titolo al post. Siamo tutte d'accordo nel dire che un Principe Azzurro meglio di lui non si poteva scegliere, vero? Però hanno fatto uno sbaglio, un grossissimo sbaglio. 
Si faccia avanti colui/lei che ha deciso di tingere quei meravigliosi capelli rossi in un nero anonimo e fintissimo. Ditemi PERCHE'! Crimine contro l'umanità, non posso non classificarlo che così. Credevano non sarebbe stato abbastanza "Principe" coi capelli ramati? Meglio un tinto che non si nota per nulla?
Ma poi, con un attore così, avrebbero potuto fare qualcosa di realmente innovativo e raccontare la storia dal punto di vista del Principe. Minutaggio a favore di lui, poco spazio lasciato a lei. Devo dirvi tutto. 

In pieno spirito fiabesco, alla mezzanotte del 31 dicembre è stato rilasciato un altro trailer:



e Cate Blanchett è più divina che mai. 
E Kenneth Branagh, che tu possa essere di buono auspicio tanto quanto lo sei stato per Tom Hiddleston. 

martedì 30 dicembre 2014

Pensieri seriali 2014


Dopo il post sulle migliori nuove serie del 2014, arriva il post di cui si poteva fare a meno: quello sui pensieri random sull'anno che sta per terminare, senza uno schema preciso, giusto perché fa freddo e mi annoio. 


1. Partiamo proprio dal freddo perché qui in Terronia, miracolo dei miracoli, scende qualche fiocco di neve ed è subito Jane The Virgin ed il suo romanticismo da telenovela. 

Nominata per ben due premi ai Golden Globes - e alla CW sono sicura stiano ancora festeggiando fortissimo - la serie merita. 
Ebbene sì, merita. La parodia delle telenovelas sudamericane è riuscitissima, la storia non si prende mai sul serio e la narrazione è particolare ed accattivante. Recuperata in pochi giorni - potrei anche essermi intrippata un po' troppo - ha quel tocco di solecuoreamore che a noi donzelle piace tanto (in quantità moderata). 


2. Dopo le cose un po' stupidelle passiamo ai traumi. 
Col 2014 abbiamo salutato Will Gardner. Fulmine a ciel sereno, botta come mai prima d'ora, pianti a dirotto. Ma The Good Wife è LA serie, la migliore in circolazione, e lo ha dimostrato ancora una volta in quest'occasione. Senza uno dei suoi pilastri continua spedita e alza sempre l'asticella. Se poi volessero farmi ritornare anche il Giudice Abernathy ne sarei molto grata. 


3. #DilloconAlicia 

Il 2014 è stato l'anno in cui ho realizzato che desidero fortissimamente una serie con protagoniste le 3 avvinazzate delle serie tv: Alicia Florrick, Cersei Lannister e Jules Cobb di Cougar Town, tutte e 3 coi bicchieroni giganti. 

4. Doctor Who e Sherlock ovvero quando mi son resa conto che Moffat lo amo. 
Ho amato sopra ogni cosa l'ottava stagione di Doctor Who. Ho amato sin dai primi minuti il Dottore di Capaldi, diventato già alla seconda puntata il MIO Dottore; ho amato Clara, la companion più imperfetta che ci potesse essere, ma la più umana di tutte. L'unica che ha stabilito col Dottore un rapporto paritario e non di sudditanza o adorazione, l'unica che non scappa da una vita che odia e non in cerca di un'ancora di salvezza; l'unica ad avere reazioni forti nei confronti di Twelve dettate dal dolore e dalla disperazione, reazioni normali ed umane. 
La terza stagione di Sherlock ha l'episodio che ho visto più di tutti, The Sign of Three, un gioiello. 


5. Dopo tanti anni in cui gli opening, chiamiamole in italiano, le sigle erano scomparse, ora è difficile scegliere quale sia la più bella. Menzione d'onore sempre e comunque a quella di The Americans che con la sua seconda stagione ha diviso gli spettatori ed io mi ritrovo inesorabilmente tra quelli che l'hanno amata. 

6. Il 2014 è l'anno in cui si è sfiorata la catastrofe. 
La quinta stagione di Community, lo dico senza pietà, ha fatto schifo. Andrò controcorrente, ma la quarta stagione, quella della fuga di gas come la chiama Harmon, è stata sì diversa, ma almeno aveva senso. Di questa 5 stagione si salvano giusto i primi 5 episodi, poi lo scatafascio totale, trama nonsense, storie trite e ritrite, coppie obbrobriose. Poteva finire così. Yahoo ci ha fatto la grazia ed avremo la sesta stagione. 

7. Sette come le stagioni di Mad Men. E siamo sicuri che non sia il 7 il numero perfetto? 
Non ho gradito la divisione dell'ultima stagione. Vero che l'addio è stato posticipato, ma avrei preferito vedere i 14 episodi tutti insieme. Il prossimo anno sarà duro; dire addio ad una delle mie serie preferite, a Don, Joan e la mia adorata Betty, lacrime saranno versate. 

E visto che di Mad Men si parla, io ci infilo le mie meglio vestite di questo 2014, dato che sul gradino più basso del podio c'è Teyonah Paris, Dawn la segretaria. 


1. Cate Blanchett in Armani Privé - Chopard Party
2. Lupita Nyong'o in Gucci - SAG Awards
3. Teyonah Parys in Christian Siriano - Emmy Awards

sabato 20 dicembre 2014

Le migliori nuove serie del 2014

Avrei dovuto riprendere in mano il blog qualche mese fa, così come avevo programmato, e mi sento anche in colpa ad averlo abbandonato per tanto tempo. Sarà che ormai è passato il periodo in cui ero composta al 99% d'ansia (ma quei tempi ritorneranno, AAAHH se ritorneranno) e non ho più avuto il bisogno di sfogarmi qui (Fiammiferaia, sappi che io non ti ho dimenticata e spero sempre di ritrovarti su qualche social, d'altronde le giurispiangenti non si dimenticano mai facilmente!).

Fare classifiche mi piace sempre un casino e mi son detta: perché non ritornare con la lista dei 10 nuovi telefilm del 2014 che mi sono piaciuti di più e ritengo più meritevoli? E quindi vi beccate l'ennesima classifica che comunque mai potrà superare quella Austeniana sempre in costante aggiornamento.
Di sicuro non troverete Fargo (abbandonato alla quinta puntata per la noia suprema), How to get away with murder (vaccata, #Shondacambialavoro) e Outlander (Harmony).

Iniziamo con quella che non ce l'ha fatta per un pelo ad entrare nelle 10. 

The Missing, coproduzione BBC e Starz, ambientata tra Londra e la Francia - da cui deriva una massiccia presenza del francese - narra la storia di un bimbo scomparso e di un padre che, non riuscendo ad accettare la perdita del figlio, dopo anni decide di indagare. La serie da 8 puntate, rinnovata per una seconda stagione, merita ma non eccelle. Quest'anno gli inglesi sono stati abbastanza fiacchi e hanno prodotto veramente pochissimo degno di nota. Dovevano scontare per un 2013 col botto. 

10. MANHATTAN

L'avremo vista in quattro gatti ma, per argomento, è stata sicuramente una delle più interessanti. Raccontare la nascita della bomba atomica è non solo una scelta intelligente ma in più ha un'alta portata emotiva, perché, attraverso gli occhi degli scienziati e delle loro famiglie confinate in un paese nel New Mexico nato dal nulla e di cui nessuno sa niente, si ha la possibilità di assistere ad uno spaccato di vita intenso e che fa riflettere tanto. 
E poi c'è Olivia Williams, colei che mi ha fatto piangere tutta l'ultima mezz'ora di Miss Austen regrets. 

9. PENNY DREADFUL 

Solo un nome: EVA GREEN. 
Già grida vendetta per la mancata nomination ai SAG e ai Golden Globe, ingiustamente snobbata quando invece il suo lavoro nella serie è stato magnifico! 
Penny Dreadful ha sicuramente dei difetti (ciao Billie Piper, te e la tua storia siete uno di questi) ma le interpretazioni di Eva Green e di Rory Kinnear valgono la visione. Sta di fatto che io mi aspettavo una trashata a tutti gli effetti ed invece è venuta fuori una serie tra le migliori di questo anno. 


8. YOU'RE THE WORST

L'unica comedy in classifica, l'unica che mi abbia convinto dall'inizio alla fine e che ci ha regalato il miglior personaggio di questo 2014, Lindsay! Sì, perché i due protagonisti saranno anche due personaggioni divertenti, atipici e mai da diabete, ma lei, la fantasmagorica Lindsay, è assolutamente imbattibile e in grado di far ribaltare dalle risate!
Se avete qualche oretta libera, per farsi due risate è indicatissimo.
Ad onor di cronaca l'unica altra comedy che mi ha colpito in questo 2014 è Scrotal Recall, serie british che ha i suoi pregi e non risulta mai banale. 



7. THE HONOURABLE WOMAN 

La lotta per queste posizioni centrali, fino alla quarta, è stata sofferta. Ho provato tutte le combinazioni e sono arrivata a questa conclusione. Però le 4 che seguono sono tutte vicinissime tra loro.

The Honourable Woman è l'unica serie british che quest'anno ha fatto la differenza. Una storia attuale ed un tema scottante - il rapporto tra Israele e Palestina - trattati in maniera magistrale, con cast di altissimo livello e fotografia superba. Conquista sin dai primi minuti e non delude nel finale.
Maggye Gyllenhaal è impressionante nel ruolo, ma Andrew Buchan che interpreta il fratello è, se possibile, anche più bravo.



6. THE AFFAIR

Ho gioito quando hanno ordinato la serie e l'ho aspettato per oltre un anno. Quei 4 nomi del cast - Ruth Wilson, Dominic West, Maura Tierney e Joshua Jackson - mi avevano conquistato subito.

Non sono stata delusa ed anzi, sono rimasta estasiata dalla tipologia di narrazione. Raccontare la storia dal punto di vista di due diversi personaggi e non far coincidere per nulla le loro storie è tremendamente intrigante. Ruth Wilson è fantastica (Golden Globe NOW per lei, soprattutto dopo la 1x09) e la sigla è tanto bella quanto inquietante.

5. TRANSPARENT

E' difficile descrivere Transparent senza scadere nelle banalità, ma è riuscito a trattare un tema come il cambio sesso (tra l'altro di un ultra sessantenne) in modo molto delicato senza che la serie sia buonista o stucchevole. Anzi.
I protagonisti sono incasinati, sessualmente confusi e molto disadattati. Hanno così tanti dubbi e problemi che non li si può non amare. Il pilot non mi aveva convinto al 100%, ma già alla seconda puntata ero rapita dalla famiglia Pfefferman. E la sigla, oohh la bellezza della sigla!


4. THE LEFTOVERS

La serie più controversa del 2014 e sul quale ci si può solo schierare dalla parte dell'amore o dell'odio. Le vie di mezzo non sono contemplate. 
Ed è anche il motivo che mi ha portato a recuperarla (con qualche aiutino da parte di chi la serie l'ha amata); più leggevo opinioni contrastanti e più la curiosità cresceva. 

Una serie stupenda con una caratterizzazione dei personaggi come poche se ne trovano. Il mistero della scomparsa del 2% della popolazione è solo il pretesto per raccontare come l'uomo affronta la perdita. E ci riesce benissimo. 
Episodi finali che sono tra i miei preferiti dell'anno. Adolescenti che sorprendentemente se la cavano alla grande senza stare sulle balle. 


3. HALT AND CATCH FIRE 



Con Halt and catch fire è stato amore a prima vista, l'ho adorato sin dal pilot che ho trovato PERFETTO. La AMC ha capito che doveva trovarmi un sostituto a Mad Men per rendermi l'addio meno traumatico. Gli ascolti sono andati malissimo ma abbiamo avuto la botta di culo: rinnovato per la seconda stagione. 

E dire che nemmeno pensavo, leggendo la trama, che avrebbe mai potuto interessarmi. Sai che mi frega dell'avvento dei computer nei primi anni 80. Accade quello che mai avrei pensato, grazie ad una storia ben costruita, personaggi tormentati e visionari, un ritmo sempre incalzante. Poco conosciuto ma da recuperare! 
Questo è stato l'anno delle opening fantastiche. 




2. TRUE DETECTIVE


Non spendo troppe parole su True Detective perché l'immensa qualità è palese, McCoso merita tutti i premi del mondo e difficilmente la seconda stagione riuscirà ad eguagliare la prima (soprattutto con quel cast che hanno messo su, ma mai dire mai). 
Però non è al primo posto come ci si aspetterebbe, questo perché....






1. OLIVE KITTERIDGE 



Miniserie in 4 puntate HBO, tratto dal romanzo di Elizabeth Strout, è la rivelazione di questo 2014. 
Una storia dolorosa che nasconde un finale meraviglioso. Frances McDormand è perfetta nel ruolo, fredda e distaccata ma capace di far sentire la propria sofferenza. Richard Jenkins è stato nominato ai SAG awards e DEVE vincere, il minimo che si può pretendere dopo un'interpretazione così commovente. Bill Murray riesce a farsi notare e ricordare nonostante il suo sia un ruolo ridotto. 

Olive Kitteridge è una serie che carica di ansia, è cupa e intensa, ma la sia ama subito.