giovedì 30 ottobre 2014

Chi non muore si rivede

Il blog mi ha cercato su Chi l'ha visto. Capiamolo, l'ho abbandonato per mesi e mesi pensando che non avrei scritto più in questo posto dimenticato da Dio e dagli uomini.
Poi qualche giorno fa la notifica di un commento ad un post mi ha ricordato che il luogo in cui ho scritto cazzate per circa due anni esiste ancora; e mi è venuta voglia di continuare a scrivere cazzate, che si sa, sono una fonte inesauribile e mi riescono benissimo.
E quindi diciamo grazie alle sopracciglia di Lily Collins, perché è loro il merito se sono qui a scrivere. Sopracciglia che a me paiono pure peggiorare, il problema è che adesso sono pure di moda e lei non è più la sola. Ah, le care vie di mezzo, queste sconosciute! Da Tatangelo a Lily Collins.

E poi hanno finito di girare Pride and Prejudice and Zombies, ciò significa che fra un po' di mesi potrò aggiornare la mia classifica Austeniana e nel caso demolire senza pietà un film di cui potevamo fare a meno ma che ha messo su un cast che potrebbe dare delle soddisfazioni (Lily James e Matt Smith su tutti).

Rileggendo la descrizione mi rendo conto che alcune cose sono cambiate. Ansia potrebbe non essere più il mio secondo nome, quella cosa bruttissima che mi ha fatto passare anni d'inferno è ormai archiviata anche se ancora oggi mi chiedo: ma chi me l'ha fatto fare ad iscrivermi all'Università?

martedì 28 gennaio 2014

Austenland



Jane (Keri Russell e, con l'occasione, vi ricordo che il 26 febbraio parte la seconda stagione di The Americans) è una ragazza americana, Janeite fino nel midollo. Adora così tanto la Austen che ha trasformato la sua casa in un tempio Regency con tanto di gigantografia di Colin Firth/Mr Darcy (immaginatevi una profusione di cuoricini da parte mia), fino a quando non decide di immergersi definitivamente nell'atmosfera austeniana con un soggiorno in una tenuta inglese improntata alla Jane Austen experience. 
Da qui in poi è tutto un tripudio di pizzi e merletti, acconciature improbabili, compagne di avventura altrettanto improbabili e strane, attori ingaggiati dalla proprietaria per impersonare personaggi liberamente ispirati ai libri di zia Jane. 

Austenland è un film senza troppe pretese che, però, fa passare 90 minuti gradevoli e divertenti. Perché noi povere appassionate dei romanzi della Austen speriamo sempre di poter indossare un vestito stile impero, infilare un paio di guanti, prendere un delizioso ombrellino e apparire completamente normali (per sembrare normale mi tocca andare alla Regency Promenade di Bath). 
E fa piacere reincontrare una vecchia conoscenza, il buon Mr Tilney di Northanger Abbey 2007, JJ Feild, in un personaggio che ricorda un po' il caratteraccio di Darcy. 

Nel suo piccolo, il film centra l'obiettivo, con una buona dose di romance. 

p.s. sempre per la solita mania delle classifiche, Austenland qui si piazza tra Bride and Prejudice e Northanger Abbey. 

mercoledì 1 gennaio 2014

No ai buoni propositi

Sono sempre stata restia a stilare una lista di buoni propositi.
Mi conosco troppo bene, un anno è decisamente troppo lungo, meglio ragionare sul breve periodo (e sono così brava che faccio schifo anche in quello). 
Nuovo anno, fai di me quello che vuoi, se hai intenzione di portarmi cose buone sono qui ad aspettarti a braccia aperte, se saranno cose cattive, nulla di nuovo sotto al sole, ci ho fatto il callo. 

Ma vorrei lanciare un messaggio nell'etere. 
FIAMMIFERAIA! WHERE ARE YOU?!
L'unico modo per sapere di te era il blog, fatemi essere sentimentale per due secondi, sono passati molti mesi da quando hai chiuso tutto e mi manchi! Spero sempre che tu possa tornare con una veste del tutto nuova! 


lunedì 30 dicembre 2013

Death comes to Pemberley

Quest'estate, ispirata da una classifica trovata su internet, mi ero imbarcata anche io nella sfida di stilare una classifica delle trasposizioni delle opere di Jane Austen e di tutti i film ispirati.

Oggi devo aggiungere un'altra opera che ho appena finito di vedere. Si tratta di Death comes to Pemberley tratto dal libro di P.D. James. La cara scrittrice non me ne vorrà ma sin dall'uscita me ne sono tenuta ben alla larga, non amando libri che si ispirano alle opere di zia Jane. Di certo non ha bisogno di pubblicità una scrittrice del suo calibro, a differenza di molti altri che hanno sfruttato il nome della Austen per vendere qualche copia in più, ma continuo ad essere diffidente.

Il 26-27-28 dicembre è andata in onda sulla BBC la trasposizione del romanzo, ambientato 6 anni dopo la fine di Orgoglio e Pregiudizio e al cui centro vi è un omicidio.
Il mio è un giudizio ovviamente limitato alla miniserie, un giudizio non di certo positivo.

Partiamo da quello che mi è piaciuto, faccio prima.
La fotografia, bellissima, così come le ambientazioni. Pemberley è ancora una volta Chatsworth, già vista nel film del 2005. Qui gli viene rese ancor più giustizia, è veramente uno spettacolo.


Passiamo agli attori. Le uniche che mi hanno convinto in pieno sono Eleanor Tomlison/Georgiana e Jenna Coleman/Lydia, non solo come aspetto ma soprattutto come resa del personaggio.
Darcy e Wickham si piazzano poco dietro. Matthew Rhys non è stato male come Darcy, certo un po' bassetto, ma tutto sommato convince. Il Wickham di Matthew Goode è uno dei protagonisti indiscussi, non sono convinta al 100% della caratterizzazione che gli si è voluta dare, ma ci siamo.
E passiamo alla nota dolente, all'errore madornale del casting: Elizabeth interpretata da Ann Maxwell Martin. Se per gli altri son passati solo 6 anni, per lei ne son passati circa 20. Non adatta al ruolo fisicamente, troppo vecchia, troppo anonima e, non è una cosa bella da dire, ma anche bruttina per interpretare Lizzie.
E' brava, sì è brava. Ma purtroppo anche l'aspetto conta molto.

Tre puntate son decisamente troppe. Per circa un'ora e mezzo si muore di noia e più si va avanti più si ha la sensazione di aver davanti una fanfiction. Era necessario distruggere il personaggio del colonnello Fitzwilliam? Lo si demolisce pezzo pezzo.
Fino ad arrivare al momento che nessuno avrebbe voluto vedere. Perché Lizzie e Darcy sono, per la maggior parte di noi, essere sovrannaturali che non vogliamo nemmeno immaginare in contesti troppo intimi. Almeno a me, sembra di violare la loro privacy (come se fossero persone reali, forse non sto molto bene).
A vederli che ci stavano per dare dentro mi son vergognata per loro.

Una miniserie dimenticabile che nella mia classifica si piazza al 14esimo posto, tra Mansfield Park 2007 e Emma BBC 1996. 


martedì 12 novembre 2013

Peggiore fidanzato EVAH.

Non scrivo da tempo immemore, ho troppe cose da fare, troppo da scrivere in altri contesti e quando sono al pc penso solo quante puntate devo recuperare.
Ma ciò che mi riporta a postare è uno sfogo nei confronti del genere maschile che si è rivelato, ancora una volta, terribilmente in difetto.
Il caso non mi riguarda in prima persona (d'altronde la clausura mal si concilia con incontri con l'altro sesso), ma è quello che è accaduto ad una mia amica, la più cara, che convive con il suo ragazzo in una città molto lontana da me e che, nonostante ci vediamo un paio di volte l'anno, siamo sempre unite come un tempo.

Lei si sente male, la prima volta lascia passare, la seconda decide di andare in ospedale. Si è trasferita da lui da poco meno di un anno, non ha nessuno se non lui in città, la sua famiglia è lontana, è munita di sola bicicletta.
Si arma di santa pazienza e corre in pronto soccorso con la sua due ruote. Il malessere non era gravissimo, ma quanto basta per destare delle preoccupazioni. Trascorre in ospedale la mattinata e gran parte del pomeriggio.
Alla domanda: "Ma lui stava lavorando?" "No no, era a casa a dormire".

CARI UOMINI, A COSA CAZZO SERVITE SE NON CI SIETE VICINO NEMMENO QUANDO STIAMO MALE?

Sono molto tollerante, posso accettare qualsiasi dimenticanza che, in definitiva, è superficiale. Ma se sto male e te non mi accompagni nemmeno in ospedale SCUSA, ma io mi ti mangio.
Non me ne frega niente che non era una cosa grave, s'è ritrovata da sola, con l'ansia e la preoccupazione di cosa potesse mai essere mentre lui se ne stava a casa a dormire.
MA VAFFANCULO VA.