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lunedì 9 febbraio 2015

La strada per gli Oscar - Capitolo Due

Ieri sera si sono tenuti i BAFTA e per la prima volta non ci sono premi per i quali sono insoddisfatta. Il miracolo è talmente grande che oggi nevica anche in Terronia. 
Eddie Redmayne sembra ormai essere lanciato per il riconoscimento più importante - ma non diciamolo troppo forte per evitare di portargli sfiga - Julianne Moore ha già l'Oscar in tasca e Whiplash ha sorprendentemente vinto 3 BAFTA (sorprendentemente solo perché è stato considerato fino ad ora un outsider e pensavo ne portasse a casa solo uno). 
Il red carpet è stato più che buono, talmente buono che due abiti li avrei visti bene agli Oscar: 
Foto www.redcarpet-fashionawards.com
Lea Seydoux ha il grande potere di scegliere solo quei pochi abiti Prada che fanno la loro porca figura sul red carpet. Il solo problema è che ogni volta che vedo un abito giallo mi viene in mente lei, o meglio, mi vengono in mente loro e parte subito il momento lacrimoni. 
Laura Haddock mi è sconosciuta, almeno a primo impatto. Per quanto non sia una superfan degli abiti principeschi, questo (Ashi Studio Couture) è talmente delicato ed etereo da risultare perfetto. Forse un po' sprecato in veste di accompagnatrice, ma di sicuro si è fatta notare. 
Per concludere sull'argomento: viste le temperature gelide di Londra, come fanno a non congelarsi? 

Ma è il momento di ritornare in tema e parlare di altri 4 film. E' la volta di quelli che fino ad ora reputo i migliori.  


Best picture
actor in a leading role
actor in a supporting role
actress in a supporting role
cinematography
directing
sound editing
sound mixing
writing - original screenplay

Birdman è quanto di più vicino ci sia alla perfezione. Funziona tutto: la storia, l'ambientazione, il cast, le musiche, la fotografia. Si tocca con mano il mondo teatrale, il dietro le quinte, gli scleri degli attori, la loro passione per la recitazione, il rapporto malato coi giornalisti, le prime. 
Birdman mi ha conquistato sin dai primi minuti, l'attenzione non è venuta meno nemmeno per un minuto e sono stata rapita dagli immensi occhi blu di Emma Stone (ma li ha avuti sempre così grandi?). Non sono nemmeno in grado di esprimere un commento più articolatp, l'unica "parola" che mi viene in mente per descriverlo è ISSIMO. 

VOTO: 9 e mezzo 

Best picture
Actor in a supporting role
film editing
sound mixing
writing - adapted screenplay

Whiplash è ansia, passione, totale senso di abnegazione, sofferenza, forza.
J.K. Simmons è il vero gigante, il suo personaggio geniale e profondamente antipatico. Miles Teller riesce bene a tener testa a quel mostro di bravura che è Simmons.
Nonostante la tematica sia forse un po' banale e molto sfruttata - di film su giovani artisti che azzerano la propria vita per perseguire un sogno e son pronti a qualsiasi tipo di sofferenza se ne son visti parecchi - Whiplash incanta.
Ogni volta che vedo film del genere penso che, in quelle condizioni, non resisterei nemmeno due giorni, divorata dal'ansia (che si sa, io e la gestione dell'ansia due mondi paralleli). Al secondo cazziatone butterei tutto all'aria e cambierei vita. E' forse anche questo che mi affascina sempre tanto.
Aggiungiamoci il jazz che è sempre un piacere sentire.

VOTO: 9+


Best picture
Actor in a supporting role
Actress in a supporting role
directing
film editing
writing - original screenplay

Quella di Boyhood è una storia ordinaria, di una famiglia con molti problemi, un padre che cerca di fare del suo meglio per essere presente, una madre che deve occuparsi di tutto e spera che risposarsi sia la soluzione definitiva, di due bambini che cercano di adattarsi ai genitori separati.
E' la realizzazione ad essere straordinaria. Il film copre 12 anni, 12 anni reali. Davanti al trascorrere degli anni, al crescere dei bambini, alle trasformazioni dei protagonisti non si può che rimanere estasiati, siamo testimoni del passare del tempo. Boyhood è già storia.

VOTO: 8 e mezzo


Best foreign language film
Cinematography

Se *qualcuno* non me lo avesse caldamente consigliato (e da tempo ho capito che devo fidarmi senza stare lì a rifletterci troppo) probabilmente Ida non lo avrei mai visto. Non per pregiudizi o roba simile, ma perché il film è in polacco.
Ida è innanzitutto una gioia per gli occhi, in bianco e nero. Il pregio più grande è l'avere una storia sempre coerente coi personaggi e molto onesta. La narrazione pulita, senza fronzoli e drammi inutili.
Ho apprezzato molto il finale che spazza via qualsiasi ipotesi banale.
E dura solo 80 minuti.

VOTO: 8 e mezzo