Sono entrata nel pazzopazzo mondo del Doctor Who da poco.
Dicembre 2012, dopo averne sentito parlare all'infinito, dopo twittere che mi hanno obbligato a vederlo, ho guardato il pilot, Rose.
Ci ho messo del tempo ad abituarmi. La serie è talmente strana che bisogna farci l'abitudine. La prima stagione m'era piaciuta parecchio, poi il Decimo Dottore, la folgorazione.
David Tennant è diventato il mio dottore in poche puntate, ho pianto talmente tanto per la sua dipartita che mi sembravo scema.
E' quindi la prima volta che assisto all'annuncio del nuovo DOCTAH.
Avevo 3 papabili negli ultimi giorni:
- Sir Ian Mckellen, giusto per puntare basso;
- Peter Capaldi, perché ha la giusta età e perché è un mostro di bravura;
- Richard Madden, perché è ginger. Ed è gnocco, tantissimo.
E PETER CAPALDI E' IL DODICESIMO DOTTORE!
Aveva già avuto un piccolo ruolo in "Fires of Pompeii", io l'ho conosciuto con The Hour (ve ne avevo parlato qui The Hour e, a quanto pare, la devo aver scritta prima del finale, perché non ero in una valle di lacrime e perché non ho menzionato la scena FANTASTICA di Capaldi).
Adesso, su, tutti a recuperare The Hour che è un gioiello come pochi, nella seconda stagione, se non lo avete mai visto, conoscerete meglio questo attore magnifico, e alla fine potrete anche voi imprecare contro la BBC che ha deciso di non fare una terza stagione.
Evito come la peste quelli sulla mia vita perché sarebbero in gran parte negativi, e non voglio ulteriori motivi per deprimermi. Mi basta sentir ripetere "Che fai a Capodanno?" per risvegliare i peggiori istinti omicidi.
Dato che non voglio fare la solita classifica delle serie più belle del 2012, faccio quella dei momenti che mi hanno fatto lacrimare di più, ché io negli ultimi anni sono diventata una piagnona indecente.
Gli spoiler potranno essere presenti, se il telefilm non lo avete visto saltatelo a piè pari.
5. Il finale di Desperate Housewives.
Dopo 8 anni era normale versare qualche lacrimuccia, Gabrielle e Bree un po' mi mancano (le altre ANCHE NO. )
I lacrimoni, però, sono stati di forte disappunto. Il gran finale non mi è piaciuto, con le protagoniste tutte sparpagliate in giro per l'America. No, io speravo in una degna conclusione a Wisteria Lane.
4. Il finale di One Tree Hill.
Ok, lo ammetto. Nel 90% dei casi i finali di serie mi fanno piangere (Gossip Girl, tu sei nel restante 10%), soprattutto quando le stagioni sono state tante ed è diventata un'abitudine guardare la serie.
One Tree Hill è stato, tutto sommato, un bel prodotto. Le prime stagioni molto più delle ultime.
Ricordo che i primi anni, durante la puntata, era tutto uno scambio di messaggi con la mia amica per discutere di quanto potesse essere bello Chad Michael Murray.
Il fascino è svanito poco dopo e quando nella 6 stagione è arrivano Julian, i miei occhi sono stati tutti per lui.
Nonostante una 9° stagione alquanto orrida, il finale è stato di tutto rispetto e la sigla rimarrà una delle più belle.
Sì, Chase/Stephen Colletti mi manchi anche tu e spero di vederti presto in qualche altra serie, possibilmente senza maglietta, che fai sempre la tua porca figura.
Passiamo alle cose serie.
3. Rigorosamente ex aequo: il finale di Sherlock ed il finale di The Hour.
Non vi dico l'ansia che mi hanno fatto salire.
Cresciuta, poi, esponenzialmente quando mi sono resa conto che per avere la terza stagione di Sherlock chissà quanto bisognerà aspettare e chissà se ci sarà mai una terza stagione di The Hour.
Mi sono appena resa conto che avrei dovuto scindere due momenti di The Hour, perché, per quanto gli ultimi minuti siano struggenti con Freddie in fin di vita e Bel distrutta, a me è rimasto impressa la reazione di Randall e Lix alla notizia della morte della figlia. DA BRIVIDI.
Ah! E devo farvi una confessione: sì, Benedict Cumberbatch bravo e bello e ci dispiace per Sherlock, ma io Watson/Martin Freeman lo AMO DIPPIU' e vederlo tutto piangente è un colpo al cuore.
2. L'addio di Peggy a Don e alla Sterling-Cooper.
Non c'è niente da aggiungere.
1. Lady Violet nella 3x05 di Downton Abbey
Questa scena mi ha distrutto. Se fino ad allora ero riuscita a mantenere un certo contegno, nonostante la morte di Sybil sia stato un fulmine a ciel sereno, non ho retto alla grandiosa Maggie Smith che si meriterebbe di vincere tutti i premi del mondo solo per questa camminata.
Se volete farvi un pianterello anche voi QUI un video che mi è piaciuto tanto sulla cara Sybil.
Ormai ci ho preso gusto a parlare di serie BBC per innumerevoli motivi:
sono talmente belle che ci penso e ripenso per giorni;
sento il DOVERE di fare opera di proselitismo;
l'ispirazione per scrivere di altro è svanita, vi dico solo che avevo iniziato un post da una settimana e l'ho brutalmente cancellato (e se perdo l'ispirazione anche per scrivere cagate, capite, devo proprio essere messa male).
Dicevamo, THE HOUR.
L'anno scorso mi era sfuggito.
Quest'anno, consigliata da varie twittere (sempre siano lodate) l'ho recuperato in meno di una settimana.
Ecco, il problema di quando recuperi una qualunque serie tv è che ti spari almeno un episodio a giorno. Quando ti rendi conto di essertelo sciroppato in troppo poco tempo e che adesso dovrai aspettare per vedere le ultime puntate, inizia il dramma.
E quindi bisogna aspettare una settimana, e poi che fai, te lo guardi coi sub in inglese?
Cerchi di resistere l'uscita dei sub in italiano per godertelo fino in fondo e capire tutto.
I sottotitoli tardano ad uscire, la pazienza non è il mio forte e si va di sub eng.
The Hour è ambientato nell'Inghilterra degli anni '50, nel mondo del giornalismo.
3 protagonisti, 3 mostri sacri:
Ben Whishaw, Romola Garai e Dominic West.
Il loro è un giornalismo d'inchiesta e molto spesso sembrano più investigatori.
La storia coinvolge sin da subito, sia nella prima serie che nella seconda, la recitazione è quella dei grandi livelli e la fotografia sublime.
Forse il mio giudizio può essere di parte data la mia adorazione per Romola Garai, ma è un prodotto che merita, TANTO.
E poi c'è Anna Chancellor, che per me rimarrà sempre Miss Caroline Bingley.