Iniziano a sposarsi le mie compagne di classe.
La verità, alla notizia ho avuto momenti di panico. Non perché io mi voglia sposare (prima bisognerebbe trovare uno straccio d'uomo), ma perché mi sono sentita grande (leggi: vecchia).
Io, che se mi chiedono quanti anni ho, continuo imperterrita a dire 21. No, questa cosa del crescere non la prendo tanto bene.
Ma mica sto qui a fare pipponi sulla mia sindrome da Peter Pan.
No, io come al solito vi voglio parlare degli aspetti organizzativi del matrimonio.
IL MATRIMONIO NELL'ERA DEI SOCIAL NETWORK
Compagna di classe, che da qui in poi chiamerò affettuosamente BM che sta per Bimbaminkia, ha pubblicato su Facebook ogni momento della preparazione. Ha voluto farci sapere tutto, tuttotutto.
Poi ha iniziato a fare il conto alla rovescia, con tanto di numeretti disegnati, pieni di cuoricini e li ha fotografati per poterli condividere.
Ha postato cuoricini su cuoricini.
Poi ha postato la partecipazione e ha taggato TUTTI gli amici, senza fare alcuna selezione, compreso chi non vede da un miliardo di anni, chi a stento conosce, chi non le rivolge più la parola.
Dulcis in fundo ha mandato un messaggino sul cellulare a tutta la rubrica "Caro/a mi sposo il tot giorno sarei felice se venissi a vedermi". Magari qualcuno non aveva fb sottomano e la notizia doveva arrivare comunque.
BM mi ha spiazzato. Non riesco a capire se lo abbia fatto per manie di protagonismo ("guardate, io mi sposo e voi no") o se l'organizzazione del matrimonio le abbia dato alla testa e l'abbia fatta regredire ai 15 anni.
lunedì 6 agosto 2012
mercoledì 1 agosto 2012
Ma io lo sapevo!
Ditemi, quante volte posso sentir ripetere LA STESSA COSA prima di sbottare e mandare affanghiul S.?
Perché in due mesi e mezzo è riuscita a ripetermi almeno 10 volte (quindi ogni volta che ci siamo viste) "Ma perché al matrimonio non avevi la pochette intonata ai sandali?"
Ohhhhmmmmm Ohhhhmmmm
Intanto qui si sta profilando una nuova tragedia greca. Ormai cerco di non sentirla nemmeno più al telefono, altrimenti mi attacca il pippone di un'ora sul perché non rimane incinta. Va bene la prima, la seconda e anche la terza volta, la quarta di EVITO.
lunedì 9 luglio 2012
Storia di una giornata surreale
Molti universitari mi capiranno. Decidi di preparare un'esame, ti fai un bel piano, arrivi l'ultimo giorno e sei con l'acqua alla gola. Perché il piano lo hai mandato a quel paese sin dal secondo giorno.
Decidi di sentirti una genia (o una cretina) e studi notte e giorno per finire il programma.
Arriva il giorno dell'esame e:
7.45 Incontri un prete vicino all'uni che ti chiede se stai andando a fare un concorso. Nel momento in cui sa che è solo un misero esame, cerca di tirarti su di morale "Vedrai che andrà tutto bene!". Bravo, metti una buona parolina lassù ed intercedi per me.
7.47 Fai qualche passo e capisci perché quel prete parlava di concorso, facoltà invasa da centinaia di persone.
7.55 Cazzo, e noi dove lo facciamo l'esame? In un'aula dello scantinato.
8.00 E' presto, c'è solo un ragazzo, pantaloni bianchi, camicia hawaiana, sandali. Vabbè CIAO, capitano tutte a me.
8.30 Anche la signora delle pulizie si scandalizza, dice che andrà tutto bene. Ecco, magari se mette una buona parola anche lei...
9.00 Tze, ci cacciano fuori dall'aula perché noi mica dovevamo stare lì.
9.30 Siamo una trentina, siamo in corridoio da mezz'ora, ce ne staremo un'altra.
10.00 Ci dirottano in un buco di aula, il prof è ancora dato per disperso. Il ragazzo con la camicia hawaiana si rivela essere alquanto inquietante.
11.00 Uh, il prof.
11.10 Inizia ad interrogare. "Ma che domande fa?" Frase più detta in aula. Esame da 1000 pagine, parte direttamente con una cosa particolare delle ultime pagine, che, tipo è un paragrafo di 4 righi. No, MA BENE.
11.55 DIO GRAZIE, scampo il prof. Capito all'assistente meno stronzo, che, però, per uniformarsi all'andazzo parte da quanto di più particolare ci possa essere. Ma la so, si va avanti.
12.35 Non so per quale intercessione divina ho fatto un'esame spettacolare, purtroppo tocca passare dal prof. So già che morirò, e che cadrò. Le domande sono troppo specifiche e lui è stronzissimo.
12.50 CVD domanda merdosa, mi abbassa di poco il voto. MA E' FINITA.
Decidi di sentirti una genia (o una cretina) e studi notte e giorno per finire il programma.
Arriva il giorno dell'esame e:
7.45 Incontri un prete vicino all'uni che ti chiede se stai andando a fare un concorso. Nel momento in cui sa che è solo un misero esame, cerca di tirarti su di morale "Vedrai che andrà tutto bene!". Bravo, metti una buona parolina lassù ed intercedi per me.
7.47 Fai qualche passo e capisci perché quel prete parlava di concorso, facoltà invasa da centinaia di persone.
7.55 Cazzo, e noi dove lo facciamo l'esame? In un'aula dello scantinato.
8.00 E' presto, c'è solo un ragazzo, pantaloni bianchi, camicia hawaiana, sandali. Vabbè CIAO, capitano tutte a me.
8.30 Anche la signora delle pulizie si scandalizza, dice che andrà tutto bene. Ecco, magari se mette una buona parola anche lei...
9.00 Tze, ci cacciano fuori dall'aula perché noi mica dovevamo stare lì.
9.30 Siamo una trentina, siamo in corridoio da mezz'ora, ce ne staremo un'altra.
10.00 Ci dirottano in un buco di aula, il prof è ancora dato per disperso. Il ragazzo con la camicia hawaiana si rivela essere alquanto inquietante.
11.00 Uh, il prof.
11.10 Inizia ad interrogare. "Ma che domande fa?" Frase più detta in aula. Esame da 1000 pagine, parte direttamente con una cosa particolare delle ultime pagine, che, tipo è un paragrafo di 4 righi. No, MA BENE.
11.55 DIO GRAZIE, scampo il prof. Capito all'assistente meno stronzo, che, però, per uniformarsi all'andazzo parte da quanto di più particolare ci possa essere. Ma la so, si va avanti.
12.35 Non so per quale intercessione divina ho fatto un'esame spettacolare, purtroppo tocca passare dal prof. So già che morirò, e che cadrò. Le domande sono troppo specifiche e lui è stronzissimo.
12.50 CVD domanda merdosa, mi abbassa di poco il voto. MA E' FINITA.
lunedì 25 giugno 2012
L'ottimismo è morto
Genia perfetta è stata una mia compagna di classe, poi di università.
Ci siamo sempre cagate poco non per una vera antipatia. Ha un carattere molto diverso dal mio, è egocentrica, accentratrice, diretta e alcune volte troppo pungente. Ho avuto sempre l'impressione che mi trattasse dall'alto in basso, ma forse era il mio sentirmi inferiore a farmelo pensare.
Sì, mi sento terribilmente inferiore. I nostri genitori si conoscono, ultimamente il padre ha gentilmente ragguagliato mio padre sulle miliardi di cose che fa la figlia.
Lei sì è laureata in tempo col massimo dei voti (credo che nella sua carriera universitaria abbia preso un solo 28 e ne ha fatto una tragedia greca), ora fa la SSPL, ha cominciato il praticantato e nel frattempo lavora in un call center (a quanto dice il padre anche BEN pagata).
Ha già passato svariati concorsi dei quali aspetta di fare l'orale, ha un fidanzato molto carino, viaggia molto, esce spesso, gioca in una squadra locale.
Qualunque cosa faccia sembra sempre che le riesca benissimo.
Sono sincera, io non sono invidiosa. Non dico "Uh, come vorrei essere lei", "Beata lei" e cose del genere.
Riesco solo a pensare "Ho una merda di vita".
Ci siamo sempre cagate poco non per una vera antipatia. Ha un carattere molto diverso dal mio, è egocentrica, accentratrice, diretta e alcune volte troppo pungente. Ho avuto sempre l'impressione che mi trattasse dall'alto in basso, ma forse era il mio sentirmi inferiore a farmelo pensare.
Sì, mi sento terribilmente inferiore. I nostri genitori si conoscono, ultimamente il padre ha gentilmente ragguagliato mio padre sulle miliardi di cose che fa la figlia.
Lei sì è laureata in tempo col massimo dei voti (credo che nella sua carriera universitaria abbia preso un solo 28 e ne ha fatto una tragedia greca), ora fa la SSPL, ha cominciato il praticantato e nel frattempo lavora in un call center (a quanto dice il padre anche BEN pagata).
Ha già passato svariati concorsi dei quali aspetta di fare l'orale, ha un fidanzato molto carino, viaggia molto, esce spesso, gioca in una squadra locale.
Qualunque cosa faccia sembra sempre che le riesca benissimo.
Sono sincera, io non sono invidiosa. Non dico "Uh, come vorrei essere lei", "Beata lei" e cose del genere.
Riesco solo a pensare "Ho una merda di vita".
lunedì 18 giugno 2012
Zitto e nuota
Non c'è più libertà di parola a questo mondo.
Non ci si fida nemmeno più della buona educazione delle persone.
Siete/siamo tutti troppo permalosi.
Qualche giorno fa siamo stati invitati ufficialmente a vedere la casa degli sposi, ormai completamente arredata.
La mamma di S. si era tanto raccomandata di non fare commenti sulla casa. La parola d'ordine era: "E' tutto bello", altre tipologie di esternazioni non sarebbero state accolte bene.
Come vi avevo già accennato qualche mese fa, l'arredamento è decisamente classico e loro sono MOLTO religiosi, la battutina innocente viene servita sul piatto d'argento.
Madre ed io eravamo perplesse. Che io sappia, siamo persone educate, mi ritengo una persona molto diplomatica, la casa a me fa cagare ma MICA TE LO VENGO A DIRE.
Ci è sembrato un insulto alla nostra intelligenza.
Non ci si fida nemmeno più della buona educazione delle persone.
Siete/siamo tutti troppo permalosi.
Qualche giorno fa siamo stati invitati ufficialmente a vedere la casa degli sposi, ormai completamente arredata.
La mamma di S. si era tanto raccomandata di non fare commenti sulla casa. La parola d'ordine era: "E' tutto bello", altre tipologie di esternazioni non sarebbero state accolte bene.
Come vi avevo già accennato qualche mese fa, l'arredamento è decisamente classico e loro sono MOLTO religiosi, la battutina innocente viene servita sul piatto d'argento.
Madre ed io eravamo perplesse. Che io sappia, siamo persone educate, mi ritengo una persona molto diplomatica, la casa a me fa cagare ma MICA TE LO VENGO A DIRE.
Ci è sembrato un insulto alla nostra intelligenza.
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